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È il 10 agosto e quindi auguri al nostro Antonio che compie quarantotto anni! Dev’essere stato in onore a questa prossima scadenza che qualche settimana fa il destino ha voluto che mi capitasse di vedere Légami! (1990) due volte nello spazio di pochi giorni. Mi trovavo a Parigi e una sera, l’emittente franco-tedesca ARTE ha trasmesso alla tv questo bel film di Pedro Almodovar con Antonio Banderas e Victoria Abril. Poi, solo qualche giorno appresso, alcuni amici mi invitano al cinema all’aperto della Villette per la serata Almodovar - Légami!, Kika e Volvér uno dopo l’altro - e naturalmente accetto. Devo dire che ne è valsa la pena perché se la prima volta il film era doppiato in francese, la seconda volta me lo sono gustato in versione originale.

Per chi non conoscesse Légami! la storia è questa: Ricky (Antonio) ha ventitrè anni e un passato vissuto tra orfanotrofio e ospedali psichiatrici. Il giorno in cui viene dichiarato guarito, il ragazzo lascia l’ospedale dove nel frattempo ha imparato a fare il ferramenta ed ha coltivato il sogno di sposare l’ex pornoattrice Marina. Per realizzare il suo sogno Ricky non perde un attimo e si reca subito presso gli studi cinematografici presso cui la donna sta lavorando come protagonista di quello che potrebbe essere l’ultimo film di un anziano regista emiplegico (il Mereghetti dice che per la figura del regista Almodovar si sia ispirato al John Huston degli ultimi tempi). Una volta entrato in contatto con Marina, Ricky decide di seguirla fino a casa e lì la sequestra legandola mani e piedi e incerottandole la bocca. Il progetto del giovane è quello di costringere l’attrice a passare del tempo con lui per arrivare a conoscerlo, è infatti convinto che dopo averlo conosciuto veramente Marina si innamorerà certamente di lui. Questa che sembra una minaccia finisce per essere una sorta di profezia che legherà i due in un amore appassionato ma solo dopo averne messo a repentaglio la salute fisica e mentale. Una commedia insomma, tra follia e romanticismo in cui Banderas sfoggia una vena comica che rende piena giustizia al suo talento di attore e in cui Abril mette il proprio fisico a disposizione ma con garbo.

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