Buon compleanno Antonio. PS: Légami!
10/08/2008 - 20:46


È il 10 agosto e quindi auguri al nostro Antonio che compie quarantotto anni! Dev’essere stato in onore a questa prossima scadenza che qualche settimana fa il destino ha voluto che mi capitasse di vedere Légami! (1990) due volte nello spazio di pochi giorni. Mi trovavo a Parigi e una sera, l’emittente franco-tedesca ARTE ha trasmesso alla tv questo bel film di Pedro Almodovar con Antonio Banderas e Victoria Abril. Poi, solo qualche giorno appresso, alcuni amici mi invitano al cinema all’aperto della Villette per la serata Almodovar - Légami!, Kika e Volvér uno dopo l’altro - e naturalmente accetto. Devo dire che ne è valsa la pena perché se la prima volta il film era doppiato in francese, la seconda volta me lo sono gustato in versione originale.
Per chi non conoscesse Légami! la storia è questa: Ricky (Antonio) ha ventitrè anni e un passato vissuto tra orfanotrofio e ospedali psichiatrici. Il giorno in cui viene dichiarato guarito, il ragazzo lascia l’ospedale dove nel frattempo ha imparato a fare il ferramenta ed ha coltivato il sogno di sposare l’ex pornoattrice Marina. Per realizzare il suo sogno Ricky non perde un attimo e si reca subito presso gli studi cinematografici presso cui la donna sta lavorando come protagonista di quello che potrebbe essere l’ultimo film di un anziano regista emiplegico (il Mereghetti dice che per la figura del regista Almodovar si sia ispirato al John Huston degli ultimi tempi). Una volta entrato in contatto con Marina, Ricky decide di seguirla fino a casa e lì la sequestra legandola mani e piedi e incerottandole la bocca. Il progetto del giovane è quello di costringere l’attrice a passare del tempo con lui per arrivare a conoscerlo, è infatti convinto che dopo averlo conosciuto veramente Marina si innamorerà certamente di lui. Questa che sembra una minaccia finisce per essere una sorta di profezia che legherà i due in un amore appassionato ma solo dopo averne messo a repentaglio la salute fisica e mentale. Una commedia insomma, tra follia e romanticismo in cui Banderas sfoggia una vena comica che rende piena giustizia al suo talento di attore e in cui Abril mette il proprio fisico a disposizione ma con garbo.
Rivedendo Banderas
22/09/2007 - 16:13

Arte, il canale televisivo franco-tedesco noto per la sua offerta culturale di qualità sta riproponendo in questo periodo i film di Pedro Almodovar. Occasione succosa per chi segue Antonio Banderas che dal regista madrileno è stato lanciato e consacrato attraverso diversi dei suoi film tra gli anni Ottanta e Novanta. Lunedì 17 settembre alle 20,40 è andato in onda Donne sull'orlo di una crisi di nervi del 1988 con Antonio Banderas, Carmen Maura, Fernando Guillén, Guillermo Montesinos, Julieta Serrano, Kiti Manver, María Barranco, Rossy de Palma. Un parterre profondamente almodovariano per un film molto europeo, dal tocco surreale ed elegante che il regista svilupperà negli anni a venire. A rivederlo si ha occasione di trovare un Antonio Banderas d'annata con un taglio di capelli francamente orribile ma al tempo abbastanza moderno. Il suo è un ruolo abbastanza paradigmatico per quanto riguarda la sua declinazione almodovariana: ragazzo giovane e un po' ingenuo, forse innocente ma di un'innocenza un po' morbosa, quasi di ragazzone poco cresciuto e un po' rozzo, dalla forte sensualità e oggetto del desiderio di più persone. Una simile psicologia la si ritrova nei personaggi precedentemente interpretati da Antonio per Almodovar, quello di Matador (1986) e quello de La legge del desiderio (1987). Questo misto di innocenza e sensualità ha sicuramente fatto il successo di Antonio ed è forse stata la causa di una difficoltà da parte dei registi di affidargli dei ruoli di pari livello e dal profilo psicologicamente così interessante. Ruoli che andassero al di là della sua bella presenza e che piuttosto la interpretassero in modo più profondo. Il caso di Antonio Banderas, perciò, spiega abbastanza bene come l'attore sia in gran parte nelle mani del regista e del personaggio che è chiamato ad interpretare. E' grazie all'intelligenza del regista e della storia che ha per le mani, che l'attore può svilupparsi e fiorire. Chissà che ruolo Almodovar affiderebbe oggi ad Antonio Banderas...





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